Politica

Il paese “a cazzo di cane”

Due o tre cose che ti fanno capire che questo nostro Paese è un Paese irrimediabilmente ingovernabile, ostinatamente anarchico, menefreghisticamente arroccato su se stesso. L’Italia, il posto dove l’economia, la politica, le classi dirigenti, il popolo governano, decidono, guidano, vivono “a cazzo di cane”

  1. L’economia italiana cresce. Piano. Troppo piano. Di questo passo, ci dicono gli americani, la luce in fondo al tunnel della crisi la vediamo nel 2025. Buonanotte. E’ come quando tu ti ostini a giocare a calcio nonostante sei una pippa incallita e gli altri, che in fondo ti vogliono bene perché sei simpatico, non ti dicono che sei una pippa, ma che se magari vai a casa e ti alleni poi la prossima volta puoi giocare bene. Ma gli altri sanno che non è vero. Ché, tanto, la prossima volta non giocherai bene. E, infatti, nel Paese dell'”a cazzo di cane” non si va mica a casa ad allenarsi, ma si va a casa a capire come fregare, perché il tuo vicino frega più di te, perché se non ti svegli quello ti frega ancora meglio. E, allora, anno dopo anno sfondiamo nuovi record di evasione fiscale. E scopriamo che nel 2016 ce n’erano più di 8mila totali. Totali, cioè non hanno pagato nemmeno un euro. Zero, nada, nisba.
  2. Cresciamo poco perché ci sono problemi strutturali enormi, come un debito fuori controllo, spese in ogni angolo della pubblica amministrazione, corruzione, disonestà diffusa, mancanza di senso dello stato da parte dei cittadini. E di chi è colpa? Dei voucher, e di chi sennò? Al rogo, i voucher. Evviva la CGIL, evviva il referendum, mandiamoli tutti a casa, i politici e i loro voucher. L’alternativa al voucher è il lavoro nero? Chissenefrega. E’ un Paese alla “cazzo di cane”. Viviamo per scovare capri espiatori, e scovarli per lanciarli con la bava alla bocca contro i politici. Loro, sempre loro. E loro, sempre loro, per sfuggire alla folla impazzita si libereranno del cerino.
  3. I casi di morbillo sono cresciuti nei primi mesi di questo anno del 230 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Nel Paese dell'”a cazzo di cane” non si risponde con una politica di profilassi seria, con ammende e obblighi severi alla vaccinazione. No, in un Paese del genere anche un candidato alla guida del partito più importante, Michele Emiliano, per inseguire un movimento populista e orgogliosamente inetto a governare come i 5 Stelle si mette a insinuare che forse i vaccini non sono la soluzione, ma il problema.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...