Società

Milano, “in” e “out” della pausa pranzo

Milano, annus domini 2017. La pausa pranzo è lo specchio fedele di una città con i suoi costumi, i suoi trend, e bla bla bla. Insomma, le paturnie e le ossessioni e le passioni e gli isterismi riflessi su quello che i milanesi – d’adozione o di nascita, è uguale – mangiano divorando quei piatti come se azzannassero il tempo per punirlo della fretta con cui scorre. Bene, detto ciò, vediamo cosa fa della pausa pranzo una pausa pranzo alla milanese.

Ristorante:

  • “In” se il suo menu è etnico, bio, vegano, orientale, esotico, baby-friendly, gay-friendly, dog-friendly, pets-friendly, per celiaci, maniaco-compulsivi, se ti servono in piedi, da un’Apecar, da una roulotte, con le mani, con un cappellino, con una divisa che manco in questura, se ordini da un menu in inglese
  • “Out”, se il ristorante è un cazzo di ristorante normale.

Macellerie:

  • “In” se alle 13 ti servono il panino e l’affettato tagliandotelo davanti agli occhi “così-vede-signore-che-qui-è-tutto-fresco”, “Oh-non-ho-dubbi-per-questo-vengo-da-voi-e-non-al-bar-ché-lì-chissà-cosa-ci-mettono-nei-panini”, se alle 13 si mettono a prepararti l’insalatina con l’acciughina e il pane morbido e il tonno fresco fresco, se alle 13 c’è una coda che manco vendessero gli ultimi voucher in nero dopo il taglio di Gentiloni
  • “Out” se il macellaio è davvero un macellaio, con la divisa bisunta, il naso butterato, l’accento un po’ così e il panino col prosciutto lo chiama “panino col prosciutto” e non “pane gourmet farcito col prosciutto” e se, chiedendogli un’insalatina, ti guarda con uno sguardo torvo che nemmeno Enrico Letta quando Matteo Renzi gli disse di stare sereno.

Caffé:

  • “In” senza se e senza ma fino a qualche decennio fa. La bevanda ideale nella Milano da bere anni Ottanta, che viveva sfrontata e sfacciata, festante e fastosa.
  • “Out” oggi, non tocca più le corde di una città dalle mille sfumature, dove si corre ma con raziocinio, si lavora tanto ma pensando al futuro del pianeta, si “pippa” ma solo roba buona, si esce la sera ma dopo aver fatto una donazione per un orfanotrofio in Uganda.
  • “In” se il caffè lo ordini:
    • al ginseng (ma in calo, troppo rapido nella sua preparazione, nell’ordinarlo non provi quello charme necessario per affrontare la seconda parte della giornata)
    • macchiato freddo
    • macchiato caldo
    • macchiato tiepido
    • macchiato al latte di riso/soia
    • in tazza di vetro
    • lungo
    • corto
    • al cioccolato
    • al guaranà.
  • Se avete dubbi se il vostro caffè sia tanto o poco “in” basta guardare la faccia del barista. Capirete tutto. Tutto.
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